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Il Dono è relazione

19-04-2023 19:13

Alberto Terzi

Educazione Finanziaria,

Il Dono è relazione

L’Economia del dono finora è stata poco trattata dagli editori ....

di Alberto Terzi

Se l’Utopia è il non luogo per eccellenza, l’Economia del dono finora è stata considerata tale e poco trattata dagli editori se non come concetto legato alla beneficienza e alle raccolte fondi.

Con l’uscita del libro originario “Sacred Economics” di Charles Eisenstein, tradotto in Italia da Terra nuova col titolo “Oltre il denaro” ecco che questa nuova branchia si è sdoganata come prospettiva almeno integrativa rispetto all’economia vigente.

Ma solo col testo “Il potere del dono”, edito da Multiverso, ecco la possibilità di dare concretezza a questa pratica che sta prendendo sempre più piede presso delle nicchie di persone che vogliono distanziarsi sempre più dal sistema finanziario tradizionale che ha dimostrato solo di badare a se stesso e non alle finalità per cui è nato.

Sono così state fondate delle community che hanno iniziato a scambiarsi dei doni di valore diverso, a partire dai 10 euro, 100 e 150 euro e anche superiori, che possono ritornare moltiplicati grazie al sostegno reciproco.

Questa pratica, nata in alcune tribù africane, aveva lo scopo di sostenere settimanalmente le famiglie che avevano delle emergenze da affrontare, che solo il villaggio nel suo insieme aveva la possibilità di risolvere.

Di settimana in settimana i soggetti bisognosi cambiavano dando spazio a una circolarità virtuosa. Infatti la vita ci presenta alti e bassi, senza che ci sia, nella maggior parte dei casi un paracadute.

Ora, invece, piccoli paracaduti sono stati creati e i primi risultati sono interessanti.

Pagare la bolletta che con le normali entrate non era possibile.

Addirittura integrare la quota di affitto o iniziare a mettere da parte i soldi per il dentista. 

Questi sono solo alcuni esempi che io stesso, come autore del libro, ho messo in atto coinvolgendo chi doveva ricevere i soldi da me nel progetto.Da questa esperienza è nata anche una nuova visione del Welfare. Invece di aspettare dall’alto la pioggia dei contributi o di servizi ad hoc, è importante riscoprire cosa ciascuno di noi può offrire alla comunità, al vicinato e cosa, viceversa, le persone che vivono vicino a noi, possono mettere a disposizione in un vero e proprio scambio di doni.

Uno scambio che va oltre ogni monetizzazione, che mette in gioco i propri talenti, le proprie passioni, il desiderio di aiutare che tutti noi abbiamo, ma che le abitudini sociali acquisite ci hanno fatto dimenticare.

In poche parole l’Economia circolare del dono è la riscoperta della generosità genuina, quella che viene dal cuore, che non ha bisogno di essere pagata, proprio perché basta un grazie per tenere allenato un cuore che desidera connettersi con altri cuori.

Il dono è una richiesta di relazione.

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